giovedì 28 aprile 2011

Community online, 8 modi per rispondere ai commenti negativi

come rispondere ai commenti negativiCome si risponde a un commento negativo in una community online, come ad esempio una pagina aziendale su Facebook o Twitter? Si evita di rispondere, si elimina il commento oppure si controbatte con forza alle critiche? Sono state stilate molte linee guida del “buon social media manager”, ma valutare correttamente la situazione e fornire una risposta adeguata dipende quasi esclusivamente dall’esperienza. Il più delle volte si consiglia di essere “autentico, onesto e trasparente”, ma ogni azienda persegue i propri obiettivi e adotta un differente tono comunicativo, che può variare da impersonale e autorevole a informale e confidenziale.
Su queste differenze, Laurel Papworth ha elaborato un’infografica che sintetizza e individua 8 modi per rispondere ai commenti negativi, mettendo in rilievo rischi e benefici delle differenti strategie.
1. Ignorare i commenti negativi
Non rispondere può far terminare in breve tempo le critiche; inoltre spesso è la stessa community a controbattere ai commenti negativi. Il rischio è che il passaparola negativo si auto-alimenti e che si creino delle vere e proprie anti-community del brand.

2. Chiamare l’avvocato
Questo tipo di risposta può essere utile quando ci sono dei commenti che danneggiano palesemente l’immagine dell’azienda. Può far desistere il commentatore e attivare la community in proprio favore. Tuttavia c’è il rischio di generare dei “martiri”, si attivano anti-community e il messaggio può pericolosamente diffondersi anche su altri canali.

3. Deviare su argomenti positivi
Il “manuale del buon social media menager” consiglia sempre questa strategia: ringraziare per le critiche e ammettere che ce la metteremo tutta per migliorare. Spesso funziona, tuttavia potrebbe scatenare l’effetto “niente è stato fatto” e la community potrebbe sentirsi raggirata.

4. Rimuovi il commento e banna il commentatore
A volte è necessario rimuovere i commenti e bannare persone troppo insistenti, maleducati e spammer. Questa strategia può contribuire a creare i più accaniti osteggiatori del brand che non perderanno occasione per criticare, in qualsiasi luogo e con qualsiasi mezzo.
5. Educare il cliente scontento
Senza controbattere direttamente alla critica mossa, è utile fornire al commentatore ulteriore materiale informativo per costruirsi meglio un’opinione sull’argomento criticato. Il più delle volte il cliente si è solo sbagliato o ha frainteso alcune informazioni. Questo modo di rispondere può essere utile per risolvere tutti i casi simili. Dall’altro lato può invogliare la community a discutere su ogni piccolo cavillo e tutti si aspetteranno spiegazioni dettagliate.

6. Confessare tutto e chiedi perdono
C’è spesso la tentazione di utilizzare questo tipo di strategia comunicativa, soprattutto per i community manager neofiti: i clienti accettano le scuse e la crisi è risolta. Tuttavia questo mostra un segno di debolezza del brand e spesso legittima altri a fare richieste prima rimaste in silenzio.

7. Alzarsi e combattere
Per controbattere con forza ad accuse ingiuste a volte c’è bisogno di alzare la voce. Questa strategia è meglio applicabile  a piccole realtà aziendali per difendere prodotti di nicchia piuttosto che a grandi imprese: c’è il rischio che la propria community non si senta rappresentata e si scateni contro.

8. Umorismo
Rispondere alle critiche con umorismo può essere efficace, ma si deve essere simpatici (e questo non sempre succede) e si deve trasformare la critica in un proprio tratto distintivo. Può accadere però che la community non apprezzi la battuta e si senta raggirata.
[fonte Laurel Papworth]

http://www.wommi.it/2011/04/community-online-8-modi-per-rispondere-ai-commenti-negativi/

martedì 26 aprile 2011

Le nozze reali sempre più digital

Se ne parla ormai da mesi e finalmente siamo quasi giunti alla data di uno degli eventi che si preannuncia essere tra i più visti del secolo. Stiamo parlando del matrimonio più chiacchierato del momento, che vedrà  convolare a nozze William, principe di Galles, e la ‘no blue blood‘ Kate Middleton, che punta a superare i numeri record dell‘unione che 30 anni prima aveva visto protagonisti Carlo d‘Inghilterra e la compianta lady Diana.

Attorno all‘evento è stato allestito infatti un apparato mediatico senza precedenti, che al contrario del passato non farà leva solo sui media tradizionali, ma sfrutterà soprattuto la potenza di Internet e dei dispositivi social e mobile. Nel frattempo, parodie e news sui futuri reali d‘oltremanica crescono a macchia d‘olio e spopolano in Rete, arrivando a generare, come nel video di T-mobile dal titolo ‘The T-Mobile Royal Wedding‘, milioni di click.

La famosa azienda di telefonia mobile è, infatti, riuscita a sfruttare al massimo il successo che hanno ricevuto questi video su YouTube creando un vero e proprio viral, focalizzato sulla simpatia dei sosia della famiglia reale inglese.


Oltre alle divertenti rivisitazione della regale unione, imponenti sono stati i contenuti caduti in rete su una molteplicità di canali.
A partire dall’apertura di un sito Internet ufficiale theOfficialRoyalWedding2011.org, da cui le persone incuriosite dall’evento possono attingere informazioni sempre fresche e interessanti su tutto ciò che riguarda la coppia.

Di certo nell‘epoca social non poteva poi mancare il fondamentale apporto di tutte le nuove community entrate prepotentemente nel vissuto quotidiano. Sfruttando i canali ufficiali della famiglia reale, senza aprirne altri, sulle piattaforme di Mark Zuckerberg e Jack Dorsey si è potuti contare su una base di utenza molto elevata che annovera tra le sue fila i ben  329.307  fan  della British Monarchy da Facebook e i  33.321 followers che seguono i ‘cinguetii‘ reali da Twitter.
Se i gadget promettono di invadere mezzo Commonwealth, tra fantasiose custudie per iPhone e improbabili cover per frigoriferi, di certo non passerà inosservata l‘invasione di mobile app dedicate al royal wedding del 2011.
Ne possiamo contare di tutti i tipi, partendo da quella ufficiale, uscita appena qualche giorno fa,  la Royal Collection Apps, disponibile su iOs e Android.
Racconta gli ultimi due secoli di storia dei matrimoni reali fino al prossimo tra William e Kate. Sono presenti immagini degli abiti, i gioielli indossati dalle royal brides, i regali ricevuti dagli invitati, le torte di nozze e le composizioni floreali.

Ovviamente non poteva mancare anche l‘app dedicata esclusivamente alla storia d‘amore tra gli ormai prossimi sposi.  Royal Wedding Essential Guide darà agli appassionati tutte le informazioni che hanno sempre sognato, da una biografia eccezionalmente dettagliata  del Principe di Galles e della Middleton, fino alla scaletta dettagliata degli eventi nel giorno delle nozze, inclusa la mappa della processione che la coppia dovrà effettuare dopo il fatidico si.
Per chi, invece, fosse interessato alla celebrazione in chiave più ironica, non può certo perdersi  Dress the Royals, grazie alla quale potrà cimentrasi nel vestire la famiglia reale degli Windsor al gran completo.

http://www.mymarketing.net/index.php?art_id=1350&sez_id=5

mercoledì 20 aprile 2011

Il passaparola negativo on-line

Quali sono i casi più clamorosi di passaparola negativo online? In questo post sono stati raccolti i 5 casi che, negli ultimi mesi, hanno suscitato più scalpore in Rete. Cosa se ne deduce? La maggior parte delle volte le negatività nascono dalla gestione superficiale dei community manager.


Patrizia Pepe su Facebook
Per il lancio della nuova collezione, il famoso brand di moda Patrizia Pepe, ha creato una serie di manifesti con modelle dal volto coperto, posizionate in luoghi suggestivi. Le immagini, pubblicate sulla pagina Facebook, hanno suscitato i commenti negativi: per alcuni utenti le modelle troppo magre non favoriscono l’anoressia. La risposta dei community manager di Patrizia Pepe non si è fatta attendere ma, invece di smorzare i toni, hanno alimentato la polemica. I commenti sono stati successivamente cancellati dalla pagina, ma i redattori di ninjamarketing.it sono riusciti a catturare uno screenshot:

[Fonte ninjamarketing]

Ducati su Facebook
Ad alcuni commenti negativi sulle prestazioni di Valentino Rossi e sulla rivalità tra piloti all’interno della scuderia, i community manager della pagina Facebook di Ducati hanno preferito cancellare gli interventi piuttosto che trovare una congrua risposta alle critiche mosse. Questo ha portato ulteriori commenti negativi.

[Fonte womarketing]

Kenneth Cole su Twitter
Perché non scherzare sulle rivolte in Egitto e utilizzare l’ashtag #Cairo su Twitter per promuovere la propria collezione primaverile di abbigliamento? È quello che hanno fatto i community manager di Kenneth Cole, marchio di moda americano, scatenando le ire degli utenti di Twitter che non hanno esitato a criticare pesantemente l’infelice scelta, con 1.500 tweet soltanto nella prima ora.

[fonte ninjamarketing]

BWM e la class action contro Mini su Facebook
Sarebbe interessante capire perché gli attenti community manager di Mini-USA hanno pubblicato sulla propria fan page la raccolta di firme per una class action contro Mini per un presunto difetto al cambio automatico. E alla cascata di messaggi polemici hanno risposto… col silenzio.

[Fonte misurarelacomunicazione]

Pagina Facebook Aiazzone
Dulcis in fundo: con un’azienda in bancarotta, incapace di consegnare prodotti e di pagare gli stipendi dei propri dipendenti, chi è quel social media manager che ha avuto la geniale idea di aprire la pagina Facebook di Aiazzone dove si parla di sconti e promozioni? Per chi vuole capire cosa NON deve fare un community manager basta navigare la pagina Facebook di Aiazzone che, naturalmente, è ancora online. Buon divertimento!




 [Fonte Marketing: the day after]

http://www.wommi.it/2011/04/il-passaparola-negativo-e-colpa-dei-community-manager/

martedì 19 aprile 2011

Shiseido refocuses business model on web marketing





Realising the enormous global marketing potential of the web, cosmetics giant Shiseido has unveiled plans that will see the company strengthening its online presence.

The Japan-based company says that the new model will help with the ‘expansion of contact with new customers’ as well as giving a boost to the ‘revitalization of Shiseido contract stores’.
As part of its strengthened focus on the web, it will also be focusing on an initiative to recreate the business model for stores sales in the domestic market of Japan, which has been hard hit by economic stagnation, and more recently the impact of earthquakes.

Linked web-marketing
The new model will focus on maximizing contact points with new customers through linked web-marketing, while simultaneously maximising the advantages offered by its physical store presence worldwide.
The focus will include the increased marketing initiatives for both cosmetics sales as well as expanding the offerings for its beauty care experiences in its stores and salons worldwide.
As part of this move, the company will launch a new website, entitled Beauty Platform or BPF,targeting health and beauty, which will provide a ‘virtual mall’ that will include multiple Shiseido outlets promoting and selling products for all aspects of the business.

Store navigation and online counseling
The new site will be linked to the company’s main website and as well as conveying information about Shiseido products, it will have built-in functionality such as store navigation and online counseling to help consumers select the right product for their needs.
Ultimately the company believes this strategy will help direct consumers towards its contract stores as well as boosting online sales, a strategy it believes will particularly benefit its domestic market.
Shiseido’s two-pronged initiative aims to strengthen its flagging store sales as well tapping into major grown opportunities in online sales and mail order.

Two-pronged strategy
The company justifies its two-pronged strategy by pointing out that, although online sales are showing huge growth, the nature of cosmetics products and the physical testing that many consumers still feel is necessary, means that an emphasis on physical store presence will continue to be of the utmost importance.
At the in-cosmetics event in Milan last month, a conference presentation by Irina Barbalova of Euromonitor stressed the fact that technology continues to be a driving force behind market growth, much of this phenomenon being attributed to increasing internet sales.
Barbalove also referred to the rise of smart phones and phone apps, which is helping consumers to make more targeted cosmetics purchases – a trend that Shiseido says it is also deriving a significant increase in sales from.
http://www.cosmeticsdesign-europe.com/Market-Trends/Shiseido-refocuses-business-model-on-web-marketing/?c=R9uMaBWfg79oWLPbF7Vqsw%3D%3D&utm_source=newsletter_daily&utm_medium=email&utm_campaign=Newsletter%2BDaily

giovedì 14 aprile 2011

All'asilo con l'iPad

Washington, 14-04-2011
Se n'è occupata perfino la Cnn. Un asilo della cittadina di Auburn, nello Stato del Maine, ha deciso di mettere alcune decine di iPad2 nelle mani dei bambini che frequentano la scuola.

L'esperimento partirà con il prossimo anno scolastico e subito si è aperto il dibattito, on line e sulla stampa americana: bene, ottima idea, un valido aiuto all'apprendimento. O invece la solita scorciatoia tecnologica che avvia anche i bambini più piccoli ad un mondo di esperienze tutte inevitabilmente mediate da 'electronic devices' come tablet, cellulari, pc, touch screen?
Inutile perder tempo, sostengono molti pedagoghi: le ultime generazioni sono nate nell'era digitale, tener fuori gli iPad dalle scuole, o dagli asili, è come chiedere ai ragazzi non accendere la tv a casa. Anzi, proprio le caratteristiche intuitive delle App possono avvicinare anche i più piccoli all'apprendimento. Sarà, obiettano altri, ma questo inevitabilmente toglierà spazi e penalizzerà altre esperienze formative più utili negli asili: dal gioco alla pittura, dal disegno (non sull'iPad!) alle attività creative con materiali naturali.
Ad avere meno dubbi sono proprio le autorità del Maine, che nel 2002 è stato il primo stato Usa a distribuire gratuitamente computer portatili a tutti i suoi studenti delle scuole medie.

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=151894

lunedì 4 aprile 2011

Salesforce Buys Social Media Monitoring Company Radian6 For $326 Million

Cloud computing giant Salesforce.com has acquired social media monitoring company Radian6 for approximately $276 million in cash and $50 million in stock, net of cash. In addition, approximately $10 million in stock and $4 million in cash will be issued to Radian6′s founders (subject to vesting conditions over two years).
Radian6 helps clients like Dell, GE, Kodak and UPS monitor, analyze and engage in ‘hundreds of millions’ of social media conversations. Salesforce argues that the acquisition of the company will enable it to enhance all of its products, including Sales Cloud, Service Cloud, Chatter and Force.com.
Commented Marc Benioff, chairman and CEO of Salesforce:
With Radian6, salesforce.com is gaining the technology and market leader in social media monitoring. We see this as a huge opportunity. Not only will this acquisition accelerate our growth, it will extend the value of all of our offerings.
Founded in 2006, Radian6 helps companies monitor the social web (Facebook, Twitter, blogs, YouTube, forums and so on) in order to provide actionable insights in real-time and thus enable its clients to effectively join conversations with customers and prospects.
The company just made an acquisition of its own, snapping up one of its resellers, 6Consulting, to establish a presence in the UK.
Salesforce expects the transaction to close in its fiscal second quarter ending July 31, 2011, subject to customary closing conditions.

http://techcrunch.com/2011/03/30/salesforce-buys-social-media-monitoring-company-radian6-for-326-million/

domenica 3 aprile 2011

Check in, Snack out! Croccantini gratis con Foursquare. Far conoscere il brand con un budget limitato. Granata Pet

Un cartellone pubblicitario che sfrutta la sinergia con i social network per pubblicizzare un nuovo mangime per cani. Questa l’innovativa idea di Granata Pet, azienda tedesca produttrice di cibo per animali.

Challenge:
Poco budget, tanta resa! Far conoscere il brand impiegando un budget limitato.

Idea:
Ecco come funziona il billboard “interattivo” che si basa sul condizionamento operante (tipo di condizionamento in cui si impara qualcosa perché seguito da un’azione immediata): mentre siete a spasso col vostro cane e vedete il cartellone fate check in su Foursquare e avrete subito una porzione di cibo gratis per il vostro amico a quattro zampe!

Achievement:
Chi ha usufruito del campione gratuito di cibo per il proprio cane tramite i cartelloni si è poi rivolto ai negozi per comprare confezioni di Granata Pet.
Ma come ottenere ancora più visibilità? Gli ideatori allora hanno pensato al rimbalzo dell’iniziativa anche su Facebook.

Guardate qui il video esplicativo.

http://www.ninjamarketing.it/2011/03/30/check-in-snack-out-croccantini-gratis-con-foursquare/